Codino, colletto e occhiali: Lagerfeld icona

Lo stile ricercato, fatto di rigorosi codici estetici dall'allure gotica
20 febbraio 2019
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Il 19 febbraio, la moda ha perso uno dei suoi pilastri, Karl Lagerfeld, stilista tedesco dalla creatività versatile, originale e mutevole, che ha reinterpretato il linguaggio di differenti maison, prime fra tutti Chanel e Fendi.
Infaticabile cantore della bellezza, autore di straordinarie creazioni, visionario e scenografico nel suo percorso creativo, Lagerfeld non è stato così generoso nei confronti di se stesso. A dispetto della sua leggendaria gentilezza e ironia, il designer si serviva, nel proporsi al pubblico di uno stile ricercato, fatto di rigorosi codici estetici che gli hanno conferito, negli anni, un’allure gotica, a tratti grottesca, facilmente identificabile e quindi iconica.

Outfit scuri
Karl Lagerfeld vestiva preferibilmente completi scuri, cui a volte rinunciava per far spazio a blazer broccati, lurex o riccamente lavorati. Un aria da gran signore, distaccato dalla realtà dei comui mortali. Serietà in volto, sguardo sempre celato da lenti scure e numerosi accessori completavano tutti i suoi outfit.

Cravatta e colletto
Il colletto altissimo, distintivo del proprio personaggio è una costante che lo stilista si porta dietro da svariati decenni. Le camicie bianche, chiaramente create su misura per lui con questo dettaglio esasperato, erano però sempre corredate di cravatta (o papillon).

Acconciatura e occhiali
I capelli ormai bianchi, portati con orgoglio lunghi, ma sempre legati in un codino ottocentesco hanno fatto da contraltare ai vestiti neri. Un contrasto di colori che ha permesso alla sua figura una stilizzazione esasperata e iper riconoscibile.
Karl Lagerfeld indossava sempre occhiali da sole scuri e dalla montatura importante. Schermando lo sguardo, conferiva al suo aspetto maggiore distacco.

Guanti e gioielli
Mani sempre coperte da guanti in pelle da aviatore, preferibilmente neri o grigi, ma con alcune concessioni estrose, persino argento. Nei casi in cui non li ha indossati, sulle sue dita sono comparsi grossi anelli, a volte simili a ditali. Lagerfeld era un fanatico del gioiello maschile: si serviva di spilloni sulla cravatta e di collane. Non di rado, tra le sue dita era solito agitare un ventaglio.

Il gatto
Un amore profondo lo legava a Choupette, la gatta “ereditiera”, che portava con sé e spesso compariva anche nei servizi fotografici. Alla sua morte, parte del cospicuo patrimonio di Lagerfeld andrà a chi se ne prenderà cura.

Il bambino
Hudson Kroenig ha 9 anni e da quando ne aveva 3 sfila per Chanel nelle passerelle più prestigiose dislocate in tutto il mondo. Fu Karl Lagerfeld ad introdurlo e a farlo oggetto di mille attenzioni. A fine sfilata, lo stilista lo portava con sé tenedolo per mano: un “accessorio” identificativo delle collezioni Chanel che da oggi dovrà percorrere le passerelle da solo.



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