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L’abito verde della regina Elisabetta si presta al fotomontaggio

Il tubino indossato per il discorso alla nazione del 6 aprile è il perfetto green screen per i creativi

il vestito verde della regina elisabetta trasformato in mille varianti diverse

Il discorso televisivo pronunciato dalla regina Elisabetta il 6 aprile 2020, in piena emergenza coronavirus, è già passato alla storia. Nello speech diretto alla nazione la sovrana aveva lodato i britannici per il loro senso di responsabilità collettivo e ringraziato il servizio sanitario per l’impegno in prima linea. L’outfit di Elisabetta non era ovviamente passato inosservato. Con addosso un composto tubino verde, colore non casuale, che rappresenta rinascita e speranza, la regina aveva incollato a tv, tablet e smartphone milioni di persone.

Che la regina Elisabetta sia un’icona di stile è ormai cosa nota da generazioni. Le chiavi del suo look – tubini e tailleur, décolleté con pochi centimetri di tacco, cappellini e borsette – sono immediatamente riconoscibili in ogni parte del mondo. Parte fondamentale del suo abbigliamento sono le tonalità pastello che non ha mai avuto vergogna di indossare. Scale di rosa, verde, giallo e azzurro che sono state trasformate negli anni in vere e proprie tabelle colori. 

Quello che la Regina Elisabetta forse non si aspettava, nello scegliere la sua mise, era di venire trasformata in un living meme. L’abitino verde veronese infatti è un perfetto green screen, che si presta a un grafico come una tela bianca si presta a un pittore. Con la tecnica del green screen si può rimuovere il colore di sfondo della prima immagine e sostituirlo con qualsiasi altra immagine. 

Il designer Peter Chiykowski ha lanciato per primo l’idea, trasformando il tubino verde della regina Elisabetta in un vestito con stampata l’immagine di un gatto sospeso nell’universo. “Vorrei ringraziare la regina per aver fornito alla nazione qualcosa di cui ha un disperato bisogno in questo momento: un’esca perfetta per Photoshop”, ha scritto Peter sulla sua pagina Twitter. Da quel momento è stato un susseguirsi di fotomontaggi, in una divertente gara alla proposta più insolita. Non mancano gli amatissimi cani Corgi delle sovrana, i riferimenti cinematografici con Ewan McGregor/Obi-Wan Kenobi e nemmeno la sensibilizzazione, con lo slogan Stay Home. 

I soggetti più amati sembrano però essere quelli musicali. Dai Queen agli Iron Maiden, c’è spazio per tutti i gusti. Il più azzeccato è l’indimenticabile copertina del singolo del 1977 dei Sex Pistols “God Save the Queen”. O meglio… God Save the green screen Queen!

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